
Alek Mugnozzo
he/him
Developer and 3D generalist · Mugnozzo
Linux Day:
È oggi! Il Linux Day è in corso — ti aspettiamo a Prato
Il Linux Day 2026 si è concluso — grazie e al prossimo anno!
Una giornata gratuita di talk, laboratori e comunità attorno a Linux, al software libero e alla cultura open. A Prato, il quarto sabato di ottobre.
Il Linux Day è la più grande manifestazione italiana dedicata a Linux, al software libero e alla cultura open. Ogni anno, il quarto sabato di ottobre, decine di associazioni in tutta Italia organizzano incontri, conferenze e attività per promuovere, diffondere e condividere la conoscenza di questi temi.
A Prato lo facciamo insieme, i Linux User Group di Prato, Empoli, Livorno e Lucca insieme associazioni, scuole e appassionati, con il patrocinio del Comune. Nessuno sponsor decide il programma: decide la comunità.
Che tu viva nel terminale o sia qui solo per curiosità, c’è posto per te: talk, laboratori e tutto il tempo per conoscersi. Si entra quando si vuole, si resta quanto si vuole.
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Gli organizzatori danno il benvenuto, presentano la giornata e le due tracce del Linux Day Prato 2026.
YunoHost è una soluzione per riprendere il controllo dei propri dati digitali attraverso il self-hosting. L’intervento, rivolto a un pubblico non tecnico, mostra come installare e gestire autonomamente email, cloud storage, chat e siti web senza essere esperti.
Partiremo dalla dipendenza dai grandi provider per arrivare a una soluzione pratica con interfaccia intuitiva, aggiornamenti automatici e una vasta libreria di applicazioni pronte all’uso.
Freelens nasce in Italia come fork di OpenLens e oggi è un IDE desktop libero per Kubernetes, con licenza MIT e utilizzato in tutto il mondo.
Vedremo come un’iniziativa personale si sia trasformata in una comunità globale, aperta e meritocratica: dalla filosofia alla governance, dal ciclo di sviluppo allo stack tecnologico, fino alle funzionalità che rendono Freelens moderno ed estensibile.
Una dimostrazione pratica mostrerà il progetto all’opera in un caso d’uso reale.
Da progetto comunitario a standard di fatto in molti settori creativi: Blender dimostra che il software libero può raggiungere livelli di eccellenza riconosciuti in tutto il mondo.
Un viaggio tra storia, tecnologia e casi d’uso reali per capire perché oggi sempre più professionisti e aziende lo scelgono. Un talk per tutte e tutti, senza bisogno di competenze tecniche.
I robot aspirapolvere sono solo uno dei milioni di apparecchi elettronici che, nelle case di altrettante persone, fanno il loro lavoro appoggiandosi a server: tipicamente del produttore, tipicamente all’estero. Con un’aggravante: conoscono perfettamente la nostra casa e girano per le stanze con una telecamera e vari altri sensori.
I problemi sono di privacy e di sicurezza, ma anche di durabilità: cosa succede se quel server si spegne? O se smette di supportare il nostro modello di robot?
Grazie al progetto open source Valetudo possiamo obbligare il robot a parlare soltanto con chi vogliamo noi. Vedremo insieme i passaggi necessari, dall’hardware fino all’interfaccia di gestione, e proveremo il risultato dal vivo.
Mezz’ora per sgranchirsi le gambe, prendere un caffè e scambiare due parole con speaker e LUG. Si riparte alle 12:00.
Il cloud promette semplicità e scalabilità, ma chi controlla davvero i nostri dati e i servizi da cui dipendiamo?
Il talk chiarisce cosa comporta affidare infrastrutture essenziali a pochi grandi provider: dipendenza da prezzi e condizioni decisi altrove, difficoltà di migrazione, collocazione e accessibilità dei dati, continuità del servizio e giurisdizione.
Vedremo perché “ospitato in Europa” non significa necessariamente “cloud europeo” e come software libero, standard aperti e portabilità possono ridurre il lock-in.
Ogni volta che apro un sito web ho la sensazione che non stia succedendo niente. Una pagina, due secondi, fatto. Poi ricordo che dietro c’è una catena di decisioni, framework, JavaScript, font, servizi esterni che qualcuno ha preso, spesso senza pensarci troppo.
Contiamo i byte perché sono facili da contare: meno pesa un sito, meglio è, ci diciamo. Ma è davvero così?
Partendo da un caso concreto di progettazione, un sito pensato per essere il più leggero e indipendente possibile, questo talk segue quel numero fino in fondo: cosa misura davvero, cosa lascia fuori, e perché un sito “leggero” non è automaticamente un sito sostenibile.
Un invito a guardare le decisioni tecniche che prendiamo ogni giorno, spesso senza accorgercene, con un po’ più di sospetto verso i numeri che ci rassicurano.
L’adozione su larga scala dell’Intelligenza Artificiale generativa ha innescato una crisi senza precedenti: l’erosione della fiducia digitale. Deepfake, voice cloning e spear-phishing automatizzato rendono ogni segnale estremamente plausibile, e le organizzazioni si trovano a operare alla cieca.
La cybersecurity tradizionale si fonda su auditing, visibilità, log e ispezionabilità del codice. Eppure si affidano processi critici a modelli di AI proprietari e commerciali che operano come vere e proprie scatole nere: come possiamo mettere in sicurezza un ecosistema che non ci è permesso ispezionare?
Vedremo perché l’open source e la filosofia del mondo Linux non sono solo un’alternativa etica o di costo, ma un requisito tecnico imprescindibile per una vera sicurezza dell’AI.
Da gennaio ospito sito, backup, repository, DNS sinkhole e altri servizi su hardware costato 150 euro. Per molti utilizzi, questa piccola macchina auto-ospitata riesce persino a superare i servizi pubblici equivalenti. Un racconto concreto di self-hosting domestico, costi, risultati e lezioni imparate.
Una pausa per mangiare, scambiarsi idee e conoscersi senza fretta. I lavori riprendono alle 14:30.
Cos’è il software? Perché la libertà del software è libertà per noi? In questa presentazione esploreremo il concetto di software libero, le sue quattro libertà fondamentali e la differenza tra open source e libero.
Dalla storia del Progetto GNU e della GNU GPL alle grandi applicazioni che usiamo ogni giorno, passando per Linux e i LUG, capiremo come il software libero ci circonda: dai server ai supercomputer, dagli smartphone agli elettrodomestici.
Discuteremo del vero costo del cloud, del self-hosting e delle prospettive per l’intelligenza artificiale libera. Il messaggio è semplice: quando il software è libero, il computer è tuo.
Nell’ottobre 2025 la Wikimedia Foundation ha rivelato un dato scomodo: le visite umane a Wikipedia sono calate dell’8% rispetto all’anno precedente, mentre il traffico dei bot è esploso. La causa non è un guasto tecnico, ma un cambiamento strutturale: sempre più persone ottengono risposte da chatbot AI e riassunti di ricerca costruiti sui contenuti di Wikipedia, senza mai visitare la pagina originale.
È un paradosso: ogni modello linguistico di rilievo si addestra su Wikipedia, ogni box informativo di Google la cita, eppure la fonte diventa sempre meno visibile, meno cliccata, meno sostenuta.
E se meno persone visitano Wikipedia, meno persone diventano editor, meno editor aggiornano i contenuti, e i modelli AI finiscono per addestrarsi su un’enciclopedia sempre più ferma nel tempo. Un circolo che si autoalimenta e non nel modo giusto.
Luanti è una piattaforma di gioco a cubetti, con la quale è possibile creare videogiochi o giocare a titoli sviluppati da altre persone — completamente software libero.
Oltre a rappresentare un’alternativa alle pratiche spesso discutibili dell’industria dei videogiochi, da qualche anno la sua natura ludica gli ha permesso di entrare nelle scuole, realizzando progetti ludodidattici che spaziano dall’archeologia all’urbanistica — coi quali capire il mondo tramite nuovi approcci.
Passando da un’introduzione al programma, esploreremo sia delle realtà puramente ludiche sia alcuni dei progetti scolastici menzionati.
Wikidata è un progetto sostenuto dalla Wikimedia Foundation insieme a Wikipedia e ad altri progetti per la condivisione della conoscenza.
Faremo un’introduzione a Wikidata, vedremo che cos’è questo database open con oltre 120 milioni di item aggiornabile da chiunque, chi sono i suoi utenti e come gestire i dati anche con Linux.
Come in tutti i progetti collaborativi, l’organizzazione e il confronto sono fondamentali: vedremo anche l’uso delle talk page e dei WikiProjects.
La pausa di metà pomeriggio, per ricaricare le energie. Si riparte alle 16:00.
L’open source non è più una cosa da smanettoni: aziende e pubbliche amministrazioni lo adottano sempre di più, ma il nuovo pubblico non è quello di ieri. Si aspetta interfacce curate, onboarding senza attriti e sicurezza garantita anche dalla normativa europea.
Guarderemo cosa succede quando i progetti ascoltano davvero i propri utenti, partendo dai fork Nextcloud, OpenSearch, OpenTofu e Valkey, e proporremo due strade concrete: progettare per gli utenti e supportare chi adotta open source nelle organizzazioni attraverso gli OSPO.
Come può un computer moderno trasformarsi in una console degli anni ‘80? Attraverso un emulatore multi-sistema andremo alla scoperta delle architetture dei principali sistemi a 8 bit: Sega Master System, Game Boy, NES e ZX Spectrum.
Scopriremo come un computer moderno può imitare un sistema completamente diverso e analizzeremo casi curiosi che richiedono un particolare livello di accuratezza nell’emulazione.
Esploriamo il rapporto tra pubblica amministrazione e software libero partendo dalle norme, storiche e vigenti, e valutando opportunità, ostacoli, regole del gioco e strumenti che plasmano le scelte tecnologiche.
Se esponi servizi dal tuo server, sei un bersaglio. Un Web Application Firewall filtra il traffico malevolo prima che raggiunga le applicazioni, ma i WAF commerciali costano e vincolano.
In questo talk costruiremo un’alternativa completamente open source con Coraza, compatibile con le regole OWASP CRS, e Caddy, reverse proxy con integrazione WAF nativa: architettura, installazione e configurazione pratica da server nudo a WAF attivo.
L’ultima pausa prima del gran finale. Si riparte alle 17:30.
In molti presentano “Open Weight” come se fosse tecnologia Open Source, ma la differenza è profonda. L’Open Source garantisce la possibilità di prendere un software e continuare a svilupparlo; Open Weight garantisce soltanto di poter usare un software finché il produttore lo rende disponibile.
Basare la sovranità e l’indipendenza europea sui soli modelli LLM Open Weight è un rischio: proviamo a fare chiarezza.
E se una rete di storage non avesse un’azienda alle spalle, ma solo persone che si fidano l’una dell’altra, qualche Raspberry Pi dietro i router di casa e un repository Git come unica fonte di verità?
RedundaNet è una rete di storage open source gestita dalla comunità, costruita su Tahoe-LAFS, una VPN mesh Tinc e identità GPG. I file sono cifrati lato client e distribuiti sui nodi volontari con erasure coding: nessun host può leggerli, nessuna singola macchina può perderli. Per entrare basta una pull request: un bot verifica la chiave, la CI valida il manifest, una persona fa il merge.
A partire da una rete in produzione da mesi, vedremo perché Tahoe-LAFS si adatta a un modello di minaccia con host non fidati (e quanto costa un upstream dormiente), come un manifest Git sostituisce un’autorità centrale e qualche storia dal fronte: un aggiornamento che ha staccato in silenzio un disco da 1 TB, una falla da collisione di fingerprint, un self-updater che fa rollback, un censimento delle repliche che ha trasformato “è ridondato” in un numero.
Demo dal vivo: spegniamo un nodo e scarichiamo il file lo stesso.
Ringraziamenti, ultime comunicazioni e chiusura del Linux Day Prato 2026. La giornata finisce alle 18:30.
Per chi vuole restare ancora un po’: un aperitivo insieme per chiudere la giornata in compagnia.

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Developer and 3D generalist · Mugnozzo

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lui
Specialist Adoption Architect, Ansible · Red Hat

CEO · Qboxmail

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Senior Software Engineer · Aruba


she/her · lei/la/le

Cyber Security Engineer · CNR



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Cloud Architect · Hastega


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Università di Pisa

Founder · Freelens

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Direttrice Generale · Seacom

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Rustc contributor